Pinkboogie Novembre 2001
Come ogni
anno, quando nebbia e freddo fanno passare la voglia di caduta libera, a Bolzano
viene organizzato il tradizionale Boogie di Novembre.
E come ogni anno – anche questa volta – ci sono state delle belle novità da
parte di chi gestisce l’aeroporto “internazionale” di Bolzano.
Come sappiamo,
a seguito di quanto successo l’11 Settembre 2001, le disposizioni ed i
controlli negli aeroporti sono diventati piuttosto pesanti. Il Boogie era stato
regolarmente segnalato anche alle Forze di Polizia, che pretendevano la
dislocazione di una pattuglia automontata per controlli “vari”. Questo venne
disposto proprio due settimane prima del Boogie, ma ci sembrava accettabile,
anche se era piuttosto difficile capirne il senso.
Venerdì 2
Novembre alle ore 15,30 il Pink atterra a Bolzano. La Crew scende e scarica il
bagaglio senza ulteriore problema e controllo.
Sabato mattina
la doccia fredda: non ci viene permesso di entrare nella nostra zona di
atterraggio: i cancelli devono rimanere chiusi. Ci permettono di fare i lanci,
ma non possiamo entrare con le autovetture per scaricare i bagagli.
Dopo un
estenuante discussione con le autorità aeroportuali, società di gestione e
Polizia troviamo un compromesso. Posiamo portare i bagagli
a piedi, ma per motivi di sicurezza, l’ingresso per il lancio deve
essere effettuato al terminale principale, cioè passando la trafila di
controllo di Polizia attraverso la fatidica macchina a raggi X. Si sá che i
paracadutisti è gente sospetta che porta con sè bombe, detonante e materiale
similare – forse chi dispone non ha mai veramente visto che aspetto hanno NAVY
SEALS, FOLGORE, SSA, Rambo ed amici.
Il primo e
secondo decollo si è presentato bello-bello al check-in dell’aeroporto. Sia
al personale di Polizia, ma soprattutto ai passeggeri, pronti ad imbarcarsi sul
volo per Roma, uscivano gli occhi dalle orbite. A quei passeggeri che si
permettevano di chiedere il motivo di tutto ciò venne risposto che i parà sono
per natura persone diffidenti – soprattutto diffidano dei piloti – e per
sicurezza preferiscono uscire a metà strada, visto che il maggior numero di
incidenti succede in fase di atterraggio. Non vi racconto le reazioni di quei
poveretti!!! J
Ovviamente
ogni sacca venne controllata ai raggi X. Ne conseguì un concentramento di
persone dietro al video della Polizia, perché ognuno voleva vedere l’interno
della propria sacca – soprattutto come erano ripiegati male le vele principali.
La cosa più
interessante erano sicuramente le Cypres, che luccicavano in un rosso stupendo.
Non si può descrivere la reazione dei poliziotti se avrebbero saputo che
all’interno c’era una miscela chimica esplosiva ed un coltello affilatissimo.
Solamente dopo
che tutti avevano passato il controllo di sicurezza, vennero considerati
ufficialmente entrati in aeroporto ed i decolli seguenti potevano salire come
d’abitudine.
Una bella passeggiata
nell’area portuale, passando davanti agli hangar GdF e CC per portarsi al
limite della zona doganale, dell’aeroporto internazionale. Ovviamente ogni
decollo doveva essere accompagnato da un “mandriano” perché è conosciuto,
che quelle pecore nere di paracadutisti poi vanno a spasso-girovagando per
l’aeroporto.
Il Boogie
finalmente prese a funzionare in modo soddisfacente. Claudio Caselli organizzava
i relativisti, ma anche i free-flyers riuscivano a godere del aria altoatesina.
Non c’era nessun emergenza o sgancio a turbare la festa. Solamente due
dovettero fare un atterraggio fuori zona, ma venivano prontamente accompagnati
in aeroporto dal contadino che gli aveva “raccolti”.
La sera, i
pochi rimasti a causa del freddo, festeggiavano la giornata davanti al
tradizionale falò, con una sana bevuta e l’immancabile speck. Anche i militi,
che ci dovevano controllare, capivano la situazione ed ovviamente controllavano
che non fossero versate o servite bevande e pietanze “velenose”. Purtroppo
non si è potuto offrire la tradizionale spaghettata, preparata dal nostro
presidente Terzer, perché nel primo fine settimana non ha trovato di meglio di
ammalarsi proprio per il Pink Boogie.
Fine del primo
Week-End e tutti contenti a casa, inconsapevoli che la bufera si stava giá
preparando altrove.
Durante la settimana tentammo in vari modi ad alleggerire i controlli, ma senza
risultato. Il Questore di Bolzano non riteneva proprio valide le nostre
richieste ed il secondo Week-End potevamo aspettarci le stesse procedure.
Per sabato era
previsto sole e bel tempo. I nostri “sportivi” arrivavano uno dopo l’altro
e parcheggiando davanti alla stazione aerea, portavano i propri bagagli in zona
di lancio e per i primi decolli si ripeteva la procedura di check-in.
Fino al
decollo n° 7 tutto procedeva bene,
quando il pilota, per radio, comunicava che c’erano dei problemi con le
autorità aeroportuali. Perciò il responsabile si presentava negli uffici ENAC
e dovette assistere a qualcosa che era peggio di Freddi Kruger in NIGHTMARE on
Elm-Street. Si è presentato un “personaggio”, qualificandosi ispettore
ENAV-ENAC che voleva eseguire un ispezione/controllo di routine
dell’apparecchio. Come motivazione asseriva il decesso di un paracadutista in
un altro centro la settimana precedente, perciò era stato incaricato a vedere
se tutto funzionava in rispetto delle leggi.
Dopo un ora di
controlli della documentazione, disponeva che il sistema di chiusura del
portellone non corrispondeva a quanto descritto nel manuale del velivolo e
pertanto si doveva volare a portellone aperto e che ci si doveva lanciare uno ad
uno. Nessun trasporto passeggeri e la presenza di un Load-master munito di
paracadute, che doveva rimanere a bordo. Per salire in aereo le turbine dovevano
essere spente. In caso di contravvenzione l’aereo sarebbe stato sequestrato,
come anche la licenza del pilota.
Si fece
solamente un ulteriore decollo, perché salire in quota a portellone aperto per
un lancio da Speed-Star non era molto piacevole. I festeggiamenti con vino,
speck e birra gratis iniziavano un pó prima ed il nostro caro presidente, al
pieno delle proprie forze, ci deliziava con un buon piatto di pasta al bar
dell’Aero-Club.
La Domenica
riuscimmo a fare solamente due decolli fino a quota 2.500 m, poi purtroppo le
condizioni meteorologiche non ci permisero di continuare. Non potevamo fare
altro che affogare le frustrazioni in quello che rimase del vino e della birra,
salutare gli amici ed anche il Pinki che partì per Zell am See.
Abbiamo
imparato che ci sono sempre nuove cose che possono sorprenderti, soprattutto
quanto si possono inventare varie autorità per dare fastidio a chi vuole
divertirsi tranquillamente. Comunque, a disparte le angherie e vessazioni, le
passeggiate per salire in decollo – al prossimo Boogie consegneremo
certificati di merito – abbiamo fatto dei bei lanci e nessuno si è fatto male
durante i lanci - anche se tanti avevano un mal di testa di mattina. Abbiamo
dato due cartellini rossi per “volo indisciplinato a vela aperta” e ci
raccomandiamo prestate attenzione, se non a voi stessi, almeno agli altri.
State sicuri
che il Boogie di Marzo verrà organizzato – almeno il vino l’abbiamo giá
ordinato – speriamo sotto migliori auspici di pace.
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